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Cammino Lauretano


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UN’EREDITA’ LASCIATA DALLA STORIA


“La Santa Casa di Loreto non è solo una reliquia, ma anche una preziosa icona concreta” ed è il primo santuario di portata internazionale dedicato alla Vergine: è reliquia in quanto resto della dimora nazaretana di Maria; è icona perché custode di verità e di fede cristiana.


Risalgono agli inizi del XIV secolo le notizie su questo santuario come meta di pellegrinaggio. La via seguita era la strada di collegamento tra Recanati e la zona costiera e questa è un'informazione tanto importante in quanto rappresenta il primo nucleo della Via Lauretana. Con il crescere del numero dei pellegrini che partendo da Roma seguivano l’antica Via Flaminia fino a Foligno e valicavano l’Appennino presso il passo di Colfiorito cominciò a delinearsi il Cammino che attraverso le valli del Chienti e del Potenza giungeva nella Repubblica di Recanati, Iustissima Civitas, nel cui territorio si trovava la Santa Casa. L’itinerario che collegava le città sante di Roma e Loreto venne denominato Via Lauretana o Cammino Lauretano. Il percorso della Via Lauretana si definì progressivamente tra il XVI e il XVIII secolo: si crearono le infrastrutture di accoglienza necessarie per il pellegrinaggio; nacquero anche confraternite dedite al servizio dei pellegrini come la Confraternita di Santa Maria di Recanati e Santa Maria di Loreto; ebbero origine gli hospitales nelle zone meno agevoli dell’itinerario. Accanto alla 'via principale' si determinarono varianti che tracciavano itinerari minori e diversi ma non per questo meno importanti come punti di interesse e che consentirono al Cammino Lauretano di essere parte di un sistema viario complesso che comprendeva le grandi mete della cristianità: Santiago di Compostella, Roma e Monte Sant'Angelo. Ma l’importanza del santuario lauretano aumentò con il tempo a causa del collegamento con la Terra Santa grazie ad una posizione logistica limitrofa alla zona costiera, al Porto di Recanati, e accreditata da un flusso peregrinatorio che vide la partecipazione di figure di grande levatura culturale che nel tempo presero parte  a questo itinerario di importanza universale come sancì nel 1520 Leone X.


RIFLESSIONE DI GIOVANNI PAOLO II


"Al di là di quanto sulla miracolosa 'traslazione' della Santa Casa di Nazareth narrano le tradizioni che sono tuttora oggetto di studio e di analisi da parte di storici e di mariologi, ciò che colpisce è lo straordinario concorso di popolo, attestato fin dal XIV secolo, verso questo santuario, divenuto presto da umile chiesetta tempio grandioso, stupendo per opere d'arte e per magnificenza di architettura. La devozione popolare alla Madonna di Loreto è antica quanto la tradizione circa le vicende della 'traslazione' della casetta di Nazareth sul 'colle dei lauri' presso la città di Recanati"


LA STORIA DELLE TRASLAZIONI


“Il primo scritto storico narrante l’origine e le vicende della Chiesa di Loreto fu quello che si vedeva nella vetusta Chiesetta, anche dopo che sorse la magnificenza del nuovo Tempio: era in una piccola tavola appesa alle pareti del luogo sacro “


Esistono 2 relazioni a riguardo, una di B.Battista Spagnoli, carmelitano di Mantova ( detto Mantovano ) del 1479 e una del Governatore della Chiesa di Loreto Pietro di Giorgio Tolomei che era il Preposito Teramano ( detto Teramano ) 1470 circa. 
Le due relazioni con diverse parole ci raccontano i medesimi fatti. Il racconto può dividersi in 2 parti:


1- FATTI PRIMITIVI
La Chiesetta di Loreto fu la camera della Madonna di Nazareth dove Ella nacque, abitò, ebbe l’annunciazione dell’Arcangelo Gabriele. 
Fu poi consacrata in chiesa dagli Apostoli e venerata dai fedeli fino a quando al Cristianesimo si sostituì l’Islam ( VII secolo ). Ai tempi dell’Imperatore Eraclio e di Cosroa, re dei persiani, la Chiesetta lasciò la Palestina e si spostò presso la città di Fiume a Tersatto. Non si sa con precisione dopo quanto tempo ma la Chiesetta si spostò di nuovo e giunse nel territorio di Recanati.


Prima Sosta 
Inizialmente la Santa Casa traslò presso una selva che si estendeva lungo il lido di proprietà di una dama di nome Laureta ( il Teramano aggiunge che la dama fosse Recanatese ma Recanati non divenne città prima del 1240 ) e dal nome di lei prese il titolo di Chiesetta di Loreto. 
Questo sito anticamente conosciuto come “Fundus Laureti” avente un piccolo nucleo sociale e una chiesa dedicata alla Madonna del XII secolo,  oggi porta il nome di Banderuola e per non dimenticare la prima traslazione della Chiesetta vi è stata costruita una riproduzione della Santa Casa avente le stesse esatte dimensioni dell’originale. La Tradizione vuol far derivare il nome della contrada da una piccola bandiera posta in cima ad un alto albero per indicare a marinai e pescatori il luogo dove era posta la Casa della Madonna. 


Seconda Sosta
A causa delle molte depredazioni e uccisioni dei numerosi pellegrini che andavano a venerarla accadde un terzo mutamento miracoloso di sede e la Chiesetta salì sul colle più vicino, il Monte Prodo,  che era proprietà di due fratelli. 
Indagini archivistiche e archeologiche ci dicono che La Banderuola fu abbandonata intorno al XIII secolo quando gli abitanti si spostarono progressivamente dal fondo valle in cima al colle. 


Terza ed ultima sosta
La Tradizione ci racconta che i grandi donativi , voti ed elemosine dati alla Chiesetta suscitarono gravi contese tra i due fratelli e fu per questo motivo che la Santa Casa si spostò prodigiosamente un’ultima volta dal Colle dei due fratelli alla strada comunale che passava poco distante. Da quel momento sulla strada ebbe sede stabile la Chiesa senza fondamenta. 
I Recanatesi cercarono di assicurare la stabilità della Chiesetta e impedirne il deperimento circondandola con un muro grosso e solidissimo sopra buone e profonde fondamenta. Così accadde un nuovo prodigio: “ il muro, per quanto si cercasse di farlo aderire alle pareti della Chiesetta, non vi aderì mai, si mantenne sempre separato.”
Va rilevata un’osservazione del Teramano molto importante : nonostante i molti e grandi miracoli che accompagnarono i vari mutamenti di sede e nonostante la celebrità del culto e l’affluenza dei pellegrini nessuno sapeva prima del 1294 l’origine o la provenienza della chiesetta di Loreto.


2- FATTI DAL 1294
Le relazioni narrano che per circa 10 anni ogni anno un eremita di santissima vita conosciuto con il nome di Paolo della Selva due ore prima dell’alba nella notte tra il 7 e l’8 Dicembre, che precede la festa della Natività della Vergine,  vedeva discendere dal cielo sopra la Santa Casa un Lume prodigioso, delle dimensioni di dodici piedi di lunghezza e di sei di larghezza, che assumeva le sembianze della Madonna. La Beata Vergine gli rivelò l’origine delle Sacre Mura e gli ordinò di far conoscere la verità. 
Data l’insistenza e l’irremovibilità del Sant’Uomo e la miriade di miracoli ed eventi straordinari legati alle Sacre Mura, nel 1294 la Repubblica di Recanati decise di organizzare una spedizione in Palestina al fine di raccogliere dati e informazioni per comprovare la rivelazione di Paolo della Selva. 
Fu così che un Assemblea dei paesi della Marca scelse 16 uomini , di cui 4 Recanatesi , per costituire quella Sacra Ambasceria che partì alla volta di Nazareth portando con se tutte le misure della Santa Casa e ogni minimo dettaglio dei fatti rivelati. Giunti nella basilica Crociata di Nazareth, i Recanatesi trovarono che tutte le informazioni in loro possesso erano conformi a verità. Videro che in una parete, vicino al luogo delle fondamenta, era scolpito uno scritto in cui si narrava di come la Chiesetta, già camera della Madonna, era stata in quel luogo e poi improvvisamente fosse scomparsa. 
Nel testo “Memorie Istoriche della Città di Recanati nella Marca d’Ancona” di Padre Diego Calcagni della Compagnia di Gesù alla pagina 251 si narra degli Huomini Illustri in Armi nel secolo del 1200 e tra questi viene ricordata la spedizione in Terra Santa.
Si dice che nella celebre Assemblea a cui presero parte tutte le città della Marca si scelsero 16 uomini di provata pietà, scelta esperienza e prudente condotta da inviare in Palestina a Nazareth per riconoscere le misure della Santa Casa. Dovendo la nostra città scegliere 4 cittadini a tal fine, dal Pubblico Consiglio furono eletti:
    •    Polito figlio del Conte Martio Politi
    •    Matteo figlio del Conte Simone di Rinaldo Antici
    •    Ciscotto di Monaldutio Leopardi
    •    Lucio Rinaldi Petrucci. 
Tutti e 4 , con gli altri Deputati della Provincia, si accinsero al viaggio con quell’onorevolezza propria del loro grado. Navigarono verso la Palestina e dopo un lungo e disastroso viaggio presero terra in uno dei porti della Terra Santa. Giunti a Nazareth s’informarono presso i cittadini cristiani che ricordavano ancora la presenza della Santa Casa e di come sparì. Furono ragguagliati sull’intera vicenda dai cittadini in lacrime per la perdita di un tale Tesoro in cui erano soliti pregare ed assistere alle funzioni religiose. Si consolarono però nell’udire che la loro Casa era ora collocata in un paese cristiano al sicuro dagli attacchi degli infedeli. I Deputati vollero tornare più volte nella Basilica dell’Annunciazione per osservare le fondamenta, fare le misurazioni necessarie e disegnare una pianta accurata da riportare in patria e confrontare con la Casa di Loreto. Al loro ritorno i Deputati furono ricevuti con una festa straordinaria e vennero portati a Loreto dove il popolo si era ammassato nell’attesa di ascoltarli. Essi narrarono quanto avevano visto e scoperto e accertarono l’identità della Santa Casa con il giusto riscontro delle misure. 
“ Dell’elettione di questi 2 soggetti ( Polito Politi e Matteo Antici ) se ne conserva autentica memoria presso la Famiglia Antici 8 Giugno 1297”
Per celebrare questo evento divenne tradizione Recanatese accendere grandi fuochi nella campagna tra Recanati e Loreto e in cima alla torre civica ogni anno nella notte tra il 7 e l’8 Dicembre.
Il Teramano ampliò la “Tavola” antica aggiungendo nella sua relazione una terza parte dedicata alle testimonianze di alcuni Recanatesi che tramandavano che la venuta della Santa Casa risalisse a circa 130 anni prima della spedizione in Palestina nel 1294.
L’anno 1294 fu un anno simbolicamente tragico per la Cristianità poiché segnò la perdita della Terrasanta con la caduta di Acri difesa strenuamente fino all’ultimo uomo da Templari e Ospitalieri e fu anche l’anno in cui Celestino V rinunciò alla Tiara per tornare ad una vita ascetica. 
Ci sono tuttavia alcuni elementi o coincidenze che occorre sottolineare. Innanzitutto Celestino V rinunciò esattamente 3 giorni dopo la presunta “venuta” o “rivelazione” della Santa Casa. Inoltre è importante ricordare che il suo braccio destro era il Vescovo Salvo da Recanati. Il legame tra questi avvenimenti è ancora oscuro data la preesistenza in territorio Recanatese della Santa Casa tuttavia è proprio prima della caduta della Terra Santa in mano musulmana che la Repubblica Recanatese organizzò la spedizione in Palestina. 


Dobbiamo ricordare 5 elementi di importante rilevanza storica al fine di poter determinare il “Periodo Primitivo” dell’arrivo della Santa Casa in territorio Recanatese:
    •    Esiste un documento nell’archivio dell’Abbazia di Fiastra risalente al 1181 dove vengono indicati certi confini con il nome di “Terra de Sancta Maria de Laureto” 
    •    Il 1 Maggio del 1187 i Templari guidati dal Gran Maestro Jacques de Maillé lottarono contro il figlio di Saladino per difendere la Casa della Madonna nella celebre Battaglia di Nazareth. I Templari erano a guardia della Chiesa dell’Annunciazione. I Cavalieri vegliavano le Sacre mura notte e giorno. 
    •    Durante la V Crociata ( 1217 – 1225 ) il Comandante in capo dei Crociati Piceni Rinaldo Antici di Recanati ricoprì la carica di “Vicario Imperiale per Nazareth” conferitagli dall’Imperatore Federico II e cadde combattendo in difesa della basilica dell’Annunciazione 
    •    Un atto del Vescovo diocesano del nostro territorio, Diocesi allora di Numana, mostrava il santuario già arricchito per doni, oblazioni, elemosine e voti nell’anno 1194 
    •    Luigi XI di Francia fece un pellegrinaggio a Nazareth e il 25 Marzo del 1251 ricevette la comunione dal vescovo Odo de Castro Rodulphi nella Basilica dell’Annunciazione

Pertanto nella Basilica Crociata di Nazareth venivano venerate soltanto le fondamenta e la grotta come è riportato nel testo “Memorie Istoriche della Città di Recanati nella Marca d’Ancona” di Padre Diego Calcagni della Compagnia di Gesù. 
La traslazione delle 3 Sacre Mura avvenne prima del 1181, prima della Battaglia di Nazareth, prima che Luigi IX si recasse in pellegrinaggio. Fu Girolamo Angelita nel 1525 ad indicare la data 1294 come la data di arrivo della Santa Casa a Recanati ignorando volontariamente la documentazione storica e la tradizione locale legando l’arrivo alla perdita Cristiana della Terra Santa. Tuttavia il nesso Santa Casa, Famiglia Antici, Clemente V e il Vescovo Salvo da Recanati rimane. 
Ulteriori testimonianze al fatto che la casa abbandonò Nazareth prima del 1181 ci viene da altre fonti storiche:
la Basilica Bizantina ormai in rovina venne ristrutturata e modificata diventando quella che conosciamo come la Basilica Crociata che risale al 1106 – 1107. Un pellegrino Russo di nome Daniele in quegl’anni racconta soltanto della Grotta dell’Annunciazione così come un altro pellegrino questa volta Greco che si chiamava Giovanni Focas nel 1177 descrive una grotta dell’Annunciazione mutata rispetto a quella di inizio secolo. Inoltre va ricordato che nel 1170 Nazareth fu colpita da un tremendo terremoto che interessò tutta l’area della Siria e di Tiro. 

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