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Cammino Lauretano

ASSISI - LORETO
Le città sul Cammino
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ASSISI

Di origine romana, ne sono testimonianza la facciata del Tempio di Minerva, l’Anfiteatro, le Mura,  il Foro. Con il medioevo conobbe uno sviluppo straordinario soprattutto grazie ai  Benedettini. San Francesco d’Assisi è stato fondatore dell’ordine che da lui poi prese il nome. Il 4 ottobre ne viene celebrata la memoria liturgica in tutta la Chiesa cattolica. È stato proclamato, assieme a Santa Caterina da Siena, patrono d’Italia il 18 giugno 1939 da papa Pio XII. La sua tomba è meta di pellegrinaggio. Da non perdere: Basilica Papale di San Francesco e Sacro Convento, Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola, San Damiano, Basilica Santa Chiara, Cattedrale di San Rufino, Abbazia di San Pietro, Chiesa Nuova, Abbazia San Benedetto al Subasio, Chiesa Santa Maria Maggiore.


webcam la cripta di San Francesco



SPELLO

Chiamata Hispellum dai romani, sembra che il nome derivi dal suo mitico fondatore, Ispeo Pelisio, uno dei compagni di Enea, perdutosi durante il viaggio. Partendo dalla parte meridionale (la zona di “Borgo”) per salire fino alla Porta dell’Arce (il “Belvedere”), attravesando antchi vicoli in cui troneggiano le case-torri è possibile ripercorrere la storia del paese attraverso le testimonianze umbre, romane, medievali e rinascimentali. Da non perdere: Porta Consolare, Torre medievale, Cappella Tega, S. Maria Maggiore ( Cappella Baglioni affrescata nel 1501 dal Pintoricchio ),Palazzo dei Canonici ospita la Pinacoteca Civica, Rocca Baglioni (1358), Chiesa di S. Filippo, Palazzo Cruciani (XVII-XVIII sec.), Collegiata San Lorenzo (Cappella del Sacramento), Porta Romana, resti dell´Anfiteatro Romano (I secolo d.C.),la Chiesa di S. Claudio, Via Borgo della Fortezza.



PIEVE SAN GIOVANNI PROFIAMMA

Erede dell’antica diocesi di Forum Flaminii, della quale fu primo Vescovo, secondo la tradizione, S. Feliciano; La Chiesa attuale di stile romanico fu edificata nel 1231 sui resti di una costruzione risalente al IX secolo.



PALE

Era un paese fortificato con mura già nel 1350. Nel 1442 vi venne costruito un castello. Col passare degli anni, le gualchiere (fabbriche di panni) vennero convertite in cartiere ( nella metà del XIV secolo), note per l'ottima qualità della carta prodotta tanto che venne utilizzata per l'edizione folignate della Divina Commedia. Nel XVII secolo, Pale ospitò illustri personaggi come la regina Cristina di Svezia e successivamente anche Cosimo III de' Medici.



SASSO DI PALE - EREMO SANTA MARIA GIACOBBE

Meta di processioni e pellegrinaggi in particolare il 25 maggio, giorno della patrona, e il giorno dell’Ascensione. Il santuario vantava virtù terapeutiche. La sua fondazione si perde nella notte dei tempi ma sembra sia anteriore al XIII secolo. Il mito vuole che in una grotta del Sasso si sia rifugiata S. Maria Giacobbe. Maria de Iacoba è la madre dell’apostolo Giacomo che presente alla crocifissione, insieme a Maria di Magdala e a Maria Salome, la mattina del sabato riceverà presso il sepolcro  l’annuncio della resurrezione. Il culto di S. Maria Giacobbe si diffuse nel secolo XIII, probabilmente grazie a monaci orientali che percorrevano le strade dell’Italia

Centrale.


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COLFIORITO

Cento ettari di palude rappresentano un biotopo di estremo interesse all’interno del Parco regionale di Colfiorito che si estende per 388 ettari. La convenzione di Ramsar nel 1976 l’ha dichiarata zona umida di interesse internazionale anche per la presenza di un importante avifauna sia stanziale che migratoria. La storia del paese inizia nel 1269 quando venne costruito il castello di Colfiorito. Nella Chiesa di Santa Maria Assunta, contigua all’antico Ospitale di San Pietro, dove oggi si trova la casa di accoglienza Locanda Emmaus, si trovano gli arredi dell’antica Chiesa di Santa Maria ormai distrutta tra i quali la statua lignea di Sant’Anna e il quadro raffigurante la Madonna di Loreto con San Francesco di Paola e due Serafini oranti.


Info per Parco di colfiorito



EREMO DEI SANTI

Il Santuario di Sant’ Angelo “de Prefolio” svetta sulla strada della transumanza che dai pascoli dello stesso monte scendevano verso sud lungo la Val Sant’Angelo, la valle che collega l’altipiano di Colfiorito a Pieve Torina. L'eremo sorge su un’antica grotta già santuario pagano in epoca romana e fu dedicato ai “Santi” Pietro e Paolo. La tradizione vuole che gli Apostoli, provenienti da Plestia, abbiano dormito nella grotta mentre erano di passaggio durante l’evangelizzazione del luogo. In epoca Longobarda fu dedicato a San Michele Arcangelo.


Documentario video


MUCCIA

Sulle rive del fiume Chienti nel Medioevo appartenne a Camerino come tutti i castelli della zona. Nel XV secolo venne costruito un mulino fortificato. La leggenda vuole che l’eroe romano Muzio Scevola abbia dato il nome a questa città che esisteva già in epoca pre-romana. Per questa ragione il simbolo dello stemma comunale di Muccia è una mano posta su un braciere acceso. Nei dintorni di Muccia, sorge l’Eremo del beato Rizzerio, discepolo di Francesco di Assisi, le cui spoglie  ora riposano nella Chiesa di San Biagio.



PONTELATRAVE

Il ponte, che risale al XIV secolo, fu costruito su fondamenta romane del I secolo d.C. Testimonia la funzione di crocevia commerciale svolta da Pievebovigliana dal medioevo fino all’intera età moderna. A Pontelatrave confluivano tutti i tracciati che giungevano dall’Italia meridionale, attraverso Norcia e Visso, per proseguire poi lungo la Via Lauretana o verso nord. La fondazione del convento di San Francesco a Pontelatrave si fa risalire, invece, allo stesso santo, che nel 1215, in occasione di uno dei suoi viaggi nelle Marche, avrebbe soggiornato in un bosco vicino. Alla costruzione del convento si lega un episodio dei Fioretti: San Francesco avrebbe tramutato in vino l’acqua del pozzo, per dissetare gli operai impegnati nella costruzione del primo edificio.



PIEVEBOVIGLIANA

I primi insediamenti risalgono alla preistoria. L’attuale nome di Pievebovigliana fa riferimento al toponimo medievale Plebs Boveliani e fa pensare ad un’origine gallica o romana.  Il medioevo vede il passaggio di santi, papi e condottieri militari e diventa anche teatro di battaglie e congiure.



SAN GIUSTO

La chiesa, a pianta circolare, sorge tra i secoli XI e XII. Recenti ipotesi storiografiche indicano nella chiesa di San Giusto un edificio di sicura origine siriaco-carolingia, nato come padiglione da caccia, ma anche come osservatorio astronomico, per volontà dello stesso Carlo Magno. Per la sua realizzazione si suppone l’arrivo di esperte maestranze dall’Oriente, in particolare dalla Siria.



VALDIEA



EREMO-SANTUARIO MADONNA DEL SASSO

incastonata sotto una prorompente sporgenza rocciosa del Monte Fiungo. Una leggenda narra che all'interno di essa si nascondesse l'ingresso del tempio della Sibilla Cimaria. Sono presenti due affreschi: la Madonna con il Bambino ed una Crocifissione.



PIEVEFAVERA

Antico nucleo romano chiamato Faveria. Con la caduta dell'Impero Romano, gli abitanti si arroccarono sulla collina al sicuro dentro le mura castellane. La cellula del nuovo insediamento fu la pieve; La posizione strategica, il rapporto diretto con la famiglia dei Varano che dominò in Camerino per circa tre secoli, l'importanza della pieve in possesso (fino al 1453) dell'unica fonte battesimale della zona, sancirono la superiorità del borgo rispetto a quelli limitrofi.



CALDAROLA

Caldarola deve il suo nome con molta probabilità, al termine latino “calidarium” ossia  la stanza con la vasca di acqua calda delle terme. Il centro caldarolese è sorto, come villaggio rurale, ai piedi di una torre di difesa longobarda o bizantina in epoca precedente al IX-X secolo. La trasformazione urbana tra il ’500 e il ’600. Affascina il visitatore con il suo antico maniero, con il suo raffinato assetto urbano che ne fa un gioiello di architettura cinquecentesca. Da non perdere: Teatro comunale, Castello Pallotta, Santuario di Santa Maria Del Monte.


Info Castello Pallotta



CAMPOROTONDO DEL FIASTRONE

La prima notizia relativa al castrum è del 1147, ma si conoscono altri riferimenti per il 1166, 1195 e 1198. Nulla si sa per Camporotondo, ma è probabile che la formazione del paese si debba all’azione del vescovo di Camerino e degli abitanti dei vici, in pratica i villaggi, del territorio intorno all’attuale castello. Il castrum, autonomamente organizzato in Comune, aveva i propri statuti che oggi noi possediamo nelle redazioni del XIV secolo e del 1475. Fu, inoltre, costantemente oggetto di pretese da parte, soprattutto, di Camerino, nei cui confronti Camporotondo seppe conservare una propria, seppure limitata, sovranità, come attesta la sua prerogativa di “terra raccomandata”, cioè affidata a Camerino e tutelata da questa Città.



COLMURANO
Circa le sue origini si può pensare che Colmurano fosse stata fondata dopo la distruzione della romana Urbs Salvia nel 409 dopo Cristo ma tracce pre-romane nelle contrade Fonte Allungo e Massurano collocano i primi insediamenti in tempo notevolmente anteriore all’età cristiana. Roma, espandendosi, colonizza Colmurano e da quassù i primi acquisiti romani si diffusero scendendo nella valle e costruendo Urbs Salvia. In Età medievale Colmurano raggiunge la propria autonomia tutelata dal proprio Castello e da quello del vicino Montenereto (oggi Monteloreto), anche se costretto a subire le pressioni e le protezioni del vicino comune di Tolentino, allora grossa potenza economica e militare, tant'è che il suo sindaco sarà un cittadino di Tolentino costretto annualmente a giurare fedeltà al comune oppressore nella Chiesa di S.Catervo in Tolentino. L’inizio dell’incastellamento dei personaggi colmuranesi più importante nell’interno della città di Tolentino e la contemporanea cessione delle loro case e torri al citato Comune, ha inizio nel 1204 e prosegue nel tempo impoverendo notevolmente Colmurano. L’ultima cessione fatta a Tolentino avvenne nel 1255. Furono comunque un complesso di cessioni, se ne contano ottantaquattro, che portarono il potere in mano dei tolentinati.  Nel 1487 Colmurano amanò Statuti propri e si diede anche uno stemma, quello che ancora oggi rappresenta il Comune: un monte all’italiana e su di esso una vivace pianta di ulivo sormontata da una croce.  Con l’unità d’Italia ha inizio la partecipazione popolare al governo della cosa pubblica. 



URBISAGLIA

Urbs Salvia fu una città della Regio V Picenum che nacque come colonia nel II secolo a.C. Fu ricostruita tra l'età augustea e quella tiberiana. La sua decadenza iniziò al passaggio delle truppe di Alarico nel 408-409 d.C. Il grado di devastazione della città non passò inosservato neanche a Dante Alighieri, il quale ne menziona il degrado nella Divina Commedia. La nuova città  si trova in posizione panoramica nella valle del fiume Fiastra. Al centro della città si possono vedere le mura e la rocca risalenti al XVI secolo. Nel 1303, Tolentino divenne l’unico proprietario di Urbisaglia. Da non perdere: Museo archeologico statale, Rocca medievale, Parco archeologico di Urbs Salvia e anfiteatro romano.

ABBADIA DI FIASTRA

L’Abbadia di Fiastra fu fondata nel 1142, quando Guarnerio II donò un vasto territorio nei pressi del fiume Fiastra ai Monaci Cistercensi dell’Abbazia di Chiaravalle di Milano. L’Abbadia è una monumentale costruzione regolata dalle severe forme cistercensi. A fianco della chiesa è ancora oggi conservato il monastero. L’Abbadia, grazie ai Monaci Cistercensi che osservavano la regola di San Benedetto “Ora et labora”, promosse lo sviluppo religioso, economico e sociale di tutta l’area. La presenza dei Monaci nell’Abbadia è un punto di riferimento spirituale per tante persone.


ABBAZIA SAN CLAUDIO AL CHIENTI

Di origini antichissime, l’Abbazia di San Claudio al Chienti è uno degli esempi più importanti di architettura romanica delle Marche. L’Abbazia di San Claudio al Chienti è situata nel territorio in cui sorgeva la città romana di Pausulae, che fu anche antica sede vescovile. La caratteristica principale di questa Abbazia è la presenza di due chiese sovrapposte. Particolare interessante il portale gotico in pietra d'Istria situato all'ingresso del piano superiore.


Ipotesi Cappella Palatina di Carlo Magno



ABBAZIA SAN FIRMANO

L'antica chiesa abbaziale benedettina sorge nei pressi del Potenza. Inizialmente dedicata ai Santi Giovanni e Benedetto, fu fondata negli ultimi anni del X secolo. Centro monastico per tutto l’XI e il XII secolo, venne saccheggiato e devastato durante le lotte tra guelfi e ghibellini. La chiesa venne ricostruita nel 1256, secondo la struttura architettonica della precedente a tre navate absidate.


Video 



RECANATI

Recanati (Recinetum o Ricinetum) nacque sul colle quando i Goti invasero le città di Potentia e Helvia Ricina. Questo borgo isolato e immerso nella natura ha potuto svilupparsi in tranquillità nel corso dei secoli. Successivamente la storia di Recanati ricalca quella di altre città che hanno beneficiato del riconoscimento di Comune, seguito dalle lotte tra Papato e Impero. Il legame con la Chiesa è divenuto nel tempo molto importante, tanto da indurre nel 1240 Papa Gregorio IX a proclamare città il borgo di Recanati e nel 1296 la Chiesa di Loreto, inclusa nel territorio recanatese, è stata riconosciuta la Santa casa di Nazaret. D anon perdere: Casa Leopardi, Museo Diocesano, Pinacoteca Civica (all’interno vi si trova anche il Museo dell’Emigrazione),Villa Colloredo, Cattedrale San Flaviano, dove sono custodite le ceneri di Papa Gregorio XII; Chiesa Sant’Anna, Torre di Recanati, Chiesa San Domenico, Chiesa S. Agostino, Chiesa S. Maria di Montemorello, Chiesa San Vito, Chiesa S. Maria di Castelnuovo, i Cappuccini.

Le più antiche memorie mariane risalgono al secolo XII e sono costituite dalla presenza di chiese dedicate alla Madonna. A Recanati il culto mariano risale al Trecento e la devozione alla Madonna scaturisce anche dalla tradizione secondo la quale la Casa della Madonna apparve a Recanati per poi spostarsi a Loreto. La crescita del movimento peregrinatorio comincia a notarsi intorno al Quattrocento e in questo periodo inizia la realizzazione di edicole sacre lungo il percorso lauretano. Esse sorgono ai lati delle strade di campagna, in modo particolare dove sono presenti dei crocicchi, posizionate mai casualmente in quanto la scelta era determinata da  motivazioni diverse. Nel 1519, Recanati venne sottoposta al protettore di Loreto che decise di far voto di andare ogni anno alla Santa Casa, nel lunedì di Pentecoste. Nel 1590, il consiglio decretò, che la notte del 10 dicembre di ogni anno, per celebrare la traslazione della Santa Casa si dovesse svolgere una processione con la presenza dell’autorità civile ed ecclesiastica. Successivamente ne fu indetta un’altra, per la sera dello stesso giorno, durante la quale il modello della Santa Casa veniva portato dagli appartenenti alla confraternita di San Pietro martire. Nella notte si accendevano i fuochi sulla torre del comune e ogni cittadino metteva un lume alla finestra, mentre in campagna i contadini preparavano i focaracci presso le loro case, e al suono delle campane si rinnovavano gli spari. La mattina della venuta, cento ragazze scalze, scelte venticinque ogni quartiere andavano processionalmente a Loreto, accompagnate dai consiglieri. La devozione era molto radicata negli animi, talmente che si decise nel 1499 di dipingere l’immagine della Madonna nel prospetto del palazzo priorale e sopra tutte le porte della città. Alcune testimonianze della devozione della Madonna a Recanati sono rappresentate dalla realizzazione di un fac-simile del sacello lauretano (nei due ultimi decenni del ‘500), presente nella chiesa di Sant’Anna; dalla dedica alla Madonna di Loreto della chiesa del convento dei Cappuccini (1618), dove sull’altare maggiore venne posizionata una tela raffigurante la traslazione della Santa Casa.


LORETO

Loreto è famosa per essere la sede della Basilica della Santa Casa, uno dei più importanti e antichi luoghi di pellegrinaggio mariano del mondo cattolico. Si trova a due passi dal mare e le origini di questa città si intrecciano lungo i secoli con le vicende del suo santuario.

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