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Cammino Lauretano

MIRACOLI A LORETO


Bambini che escono dal coma o resuscitano dopo essere stati dichiarati morti. Anziani malati che riacquistano la vista e tessuti necrotici che si rigenerano. La morte che torna vita. Fenomeni impossibili per la scienza e gli scettici positivisti. Fatti straordinari per chi ha fede. E siccome sarebbe semplicistico gridare al miracolo, facendo leva sulle emozioni suscitate dal soprannaturale senza esplorare questi fenomeni con l’aiuto delle più innovative conoscenze scientifiche, anche la Santa Casa ha istituito il suo Bureau Medical per studiare, con rigore scientifico, grazie e miracoli avvenuti per intercessione della Vergine di Loreto, proprio come da più di un secolo avviene al santuario di Lourdes. La Vergine lauretana da più di 700 anni è un punto di riferimento per la cristianità. La città, meta di pellegrinaggi da tutto il mondo, si è sviluppata attorno al santuario mariano dove sono avvenuti fatti che l’uomo non sa spiegare. Nel 2012 è nato, perciò, l’Osservatorio medico e di cultura scientifica Ottaviano Paleani, il cui obiettivo è constatare e raccogliere le innumerevoli guarigioni miracolose, monitorando la loro evoluzione per almeno un anno e giunger, eventualmente, a giudicarle come inspiegabili secondo le attuali conoscenze scientifiche. La Commissione medica di secondo livello, che affiancherà nel lavoro di approfondimento l’Osservatorio, avrà poi tre anni di tempo per pronunciarsi e avvalorare definitivamente i casi già vagliati dall’organo di primo livello. Così spiega il professor Oliviero Gorrieri, presidente della Commissione medica di secondo livello:
L’idea di creare un Osservatorio per le guarigioni inspiegabili nasce dalla esigenza di verificare e approfondire, alla luce delle conoscenze attuali, quanto scritto nel libro del dottor Ottaviano Paleani, illustre medico nato ad Ancona il 28 settembre 1884. A Loreto, Paleani si interessa particolarmente dei treni dei malati e avverte l’esigenza di creare un centro medico. Scrive il prezioso libro Le guarigioni di Loreto nella loro documentazione medico-scientifica, ma devo ringraziare l’arcivescovo pontificio di Loreto, monsignor Giovanni Tonucci, il quale ha contribuito in maniera essenziale e risolutiva a forgiare il percorso che mi era balenato in mente quando ho assunto la presidenza dell’Associazione medici cattolici. Loreto è tra i santuari mariani più noti e amati al mondo. Constatato, dunque, il susseguirsi di guarigioni inspiegabili, anche in tempi recenti, era necessario dare una risposta ai fedeli in questo campo. Dopo un pellegrinaggio fatto nel 2005 a Lourdes accompagnato dalla mia famiglia, sempre più insistentemente mi sono domandato il perché non dar vita a Loreto a una istituzione che studiasse le numerosissime guarigioni apparentemente inspiegabili avvenute presso il nostro santuario mariano.
Sono tre i casi, già noti al grande pubblico, analizzati al microscopio dall’Osservatorio. Il primo è collegato alla guarigione de Gerry de Angelis, l’undicenne di San Benedetto del Tronto, di salute cagionevole, che nel 1986 contrae una brutta polmonite al rientro da una gita scolastica. La malattia viene curata con un mucolitico che gli causa, però, uno choc anafilattico e il ragazzino finisce in coma e in pericolo di vita al Salesi, l’ospedale pediatrico di Ancona. Maria e Franco, i genitori di Gerry, chiedono ai medici di essere avvisati sulle reali condizioni del bambino. Vogliono sapere subito se la situazione peggiorerà irrimediabilmente, perché, nel caso, intendono riportarlo a casa. Quel giorno infausto, purtroppo, arriva. I medici chiamano a colloquio la madre di Gerry che lo sta accudendo in ospedale, per dirle di avvertire il marito. Può andare a prenderli perché per il bambino non c’è più speranza, è in fin di vita e solo un miracolo lo può salvare. Mentre Franco de Angelis viaggia verso l’ospedale di Ancona con il cuore gonfio di agitazione, accade, però, qualcosa di misterioso. Sull’autostrada, all’altezza del casello di Loreto, si manifesta come una forza invisibile che lo invita a uscire dall’A14. L’uomo segue le indicazioni di quella voce, che gli suggerisce di raccogliersi in preghiera davanti alla Vergine Nera nella Santa Casa. Così egli devia il tragitto dell’auto verso la città mariana. Entra in basilica per andare a inginocchiarsi davanti alla statua della Vergine. Nella sua testa continua a sentire quella voce che gli ripete << Gerry sta guarendo >>, una voce talmente convincente da cancellargli il dolore e l’ansia incontrollata di quegli attimi. Meno di un’ora dopo Franco de Angelis entra nel reparto di rianimazione dell’ “ospedaletto” di Ancona ( come viene chiamato il Salesi in città ) e vede che i medici stanno staccando Gerry dai macchinari. Da mezz’ora il bambino è uscito dal coma. Nel febbraio 1959, invece, il piccolo Lorenzo Rossi, di appena nove mesi, si ammala di broncopolmonite e in condizioni disperate è trasportato al Salesi. Il 28 febbraio i medici comunicano ai genitori che il cuore del bambino si è fermato. Lorenzo è morto ma la madre del piccolo, in preda alla disperazione, continua a pregare al suo fianco e a ungere con l’olio benedetto della Santa Casa la fronte e il corpicino del neonato. Lorenzo riprende a respirare e il giorno dopo viene, addirittura, dichiarato fuori pericolo. Non ha mai più sofferto di patologie collegate alle vie respiratorie e tutt’ora gode di una salute di ferro. Il terzo caso sotto analisi è la guarigione di un’anziana alla quale era stato diagnosticato un foro maculare miotico nella retina, patologia da cui non si guarisce perché i tessuti dell’occhio non si rigenerano. Qualche anno fa, durante una visita a Loreto, mentre prega davanti all’effige della Madonna di Loreto, la donna si sente improvvisamente guarita e dice a tutti che riesce a vedere dall’occhio malato. << Le commissioni stanno studiando i tre casi e sono tenute al massimo riserbo, pena l’invalidazione della procedura >>, puntualizza il professor Gorrieri. << Ma le guarigioni da analizzare sono quarantanove e riguardano soprattutto patologie articolari degeneranti, forme gravissime di tubercolosi, encefalopatie >>. Per costituire i due organismi esaminatori, è stato necessario affrontare un percorso burocratico relativamente breve. Il 4 ottobre 2012, in occasione della visita di papa Benedetto XVI a Loreto, la sua ultima uscita dal Vaticano come pontefice, al Santo Padre viene consegnata la pergamena dell’ufficializzazione dell’Osservatorio e della Commissione medica.
Come presidente della Commissione di secondo livello sono stato felice di esprimere a Sua Santità Benedetto XVI tutta la mia gratitudine. L’iter per portare a termine il progetto è durato solo tre anni, e per un’iniziativa di tale importanza si è trattato di tempi brevissimi. Mi auguro che questa istituzione possa lavorare bene e secondo gli schemi che si è data e auspico una grande convergenza di intenti e di “menti” per dare a fenomeni molto complessi spiegazioni sempre più esaurienti sotto qualsiasi profilo. Il mondo scientifico accoglie queste esperienze sempre con la dovuta cautela. Si tratta di un campo minato sia per la scienza e ancor più per la Chiesa. In un mondo di millantatori, la cautela è d’obbligo. Per adottare la massima scrupolosità, abbiamo fissato in un anno il tempo per il passaggio delle pratiche tra l’Osservatorio e la Commissione medica. Essendo consci dell’importanza dell’istituto che andavamo a creare, la Commissione invece avrà a disposizione una fase di tre anni ad experimentum per esprimersi.
Le due componenti rispondono al delegato pontificio di Loreto, monsignor Tonucci, presidente del Centro studi lauretano a cui sono aggregate. Osservatorio e Commissione medica sono formati da sette membri ciascuno, incluso l’arcivescovo, membro di diritto nella Commissione medica di secondo livello. Oggi fanno parte dell’Osservatorio i professori Fiorenzo Mignini dell’Università di Camerino, Luigi Acciarini ( AMCI Fermo ), Carlo Cavallotti della Sapienza di Roma, Giovanni Milioli dell’ospedale Salesi di Genova, Fernando de Benedetti dell’Università di Chieti, Raffaelangelo Astorri ( SMOM ). << Il loro compito >>, dice Gorrieri, << sarà quello di raccogliere i fatti ed effettuare la valutazione di primo livello delle guarigioni inspiegabili, secondo i criteri definiti dal cardinal Lambertini. Il dossier passerà, poi, alla Commissione medica che formulerà il giudizio finale >>. Gorrieri presiede l’organismo in rappresentanza del Consiglio nazionale dei medici cattolici, e insieme a lui ci sono anche Paolo Arullani, preside del Campus Biomedico Roma, Nadia Storti, direttore generale degli Ospedali riuniti di Ancona, Fabrizia Lattanzio, direttore INRCA di Lucca e Antonio Benedetti, presidente AMCI di Ancona. Le modalità operative sono simili, ma al contempo diverse, da quelle espletate dal Bureau di Lourdes, coordinato dal professor Alessandro de’ Franciscis.
Le differenze tra il Bureau Medical di Lourdes e l’istituto per le guarigioni inspiegabili di Loreto sono sostanziali. In primo luogo nel nostro caso l’istituto si basa su due commissioni assolutamente indipendenti nel loro operato, e questo al fine di garantire un giudizio il più oggettivo e imparziale possibile. In particolare l’Osservatorio medico Ottaviano Paleani è la Commissione di primo livello abilitata a raccogliere la documentazione utile alla istituzione della pratica per giudicare se la guarigione presenta i caratteri della inspiegabilità alla luce delle attuali conoscenze scientifiche. Alla Commissione di secondo livello spetta il compito di dare un giudizio definitivo e incontestabile sulle caratteristiche e le modalità della guarigione.
I miracoli al vaglio dell’Osservatorio e della Commissione medica, nella maggior parte dei casi riguardano persone malate ma guidate da un credo profondo. L’ultima parola con la certificazione dell’avvenuto, se effettivo miracolo, spetta solo all’arcivescovo di Loreto.



CRONOLOGIA


1464
Muore in Ancona Pio II. Fra i Cardinali che avevano accompagnato il Pontefice si c’era Pietro Barbo Veneziano, detto il Cardinale di S. Marco. In Ancona in quel tempo c’era la peste e il porporato ne fu violentemente colpito tanto da pensare di essere vicino alla morte. Il Cardinale chiede di essere condotto a Loreto dove il Pontefice Pio aveva ottenuto una grazia da Maria Santissima. Furono fatti uscire tutti e così in solitudine cominciò l’invocazione. Il Cardinale fu osservato cadere in un sonno leggero ed è noto che in quello stato gli apparve la Madonna preannunciandogli l’elezione al soglio Pontificio e la guarigione. Talmente repentina fu la guarigione e la sicurezza di essere eletto Papa che il cardinale fece con sollecitudine svolgere i preparativi a sue spese per far erigere un grande e nobilissimo tempio in onore di Maria Vergine di Loreto. Passò quindi a Roma per la elezione del Sommo Pontefice. Egli fu veramente l’eletto, e prese il nome di Paolo II (1464)

1489
Liberazione immediata di Antonia Argentorix indemoniata di Grenoble dopo tentativi inutili fatti in altri luoghi.

1581
Il filosofo francese Montaigne registra nel suo diario senza alcun commento, in modo impersonale, come fa nel suo diario per tutto ciò che riguarda la religione, di un miracolo, fra i tanti di cui ha sentito dire, avvenuto a Loreto, narrato dallo stesso protagonista Michael Marteau, la cui gamba in cancrena era stata sanata nel corso della sua pellegrinaggio.
Descrive Michael Marteau come il signore de la Chapelle, un giovane parigino molto ricco e con gran seguito che raccontava di aver avuto una gamba dolorante che tutti i chirurghi di Parigi e d’Italia non erano riusciti a curargli. Aveva speso oltre tremila scudi e il ginocchio rimaneva gonfio, inservibile e dolorante. Erano più di tre anni che peggiorava sempre, diveniva più rosso, infiammato e tumido, tanto da provocargli la febbre. Era stato a Loreto quasi due mesi prima e una notte mentre dormiva sognò di essere improvvisamente risanato e gli parve di scorgere un lampo. Si sveglia, grida che è guarito, chiama la propria gente, si alza, passeggia come non aveva più fatto. Il ginocchio gli si sgonfia, tutt’intorno la pelle avvizzisce come morta e in seguito egli continua a migliorare di giorno in giorno senza ricorrere all’aiuto di nessuno.

1630
Jean-Jacques Olier fondatore della “Compagnie des prêtres de Saint-Sulpice”, si ammalò e stava per perdere la vista quando decide di recarsi in pellegrinaggio a Loreto. Presso il Santuario della Santa Casa non solo ottiene la sua guarigione, ma anche una conversione totale a Dio. Più tardi i Sulpiziani si metteranno sotto la protezione della Madonna di Loreto.

1727
Una certa Maria di Angiò (Francia) cadde inferma e per nove mesi. Risultati vani tutti i tentativi della medicina, fece voto di visitare il santuario di Loreto con la speranza di ottenere la guarigione. Nel settembre, intraprese il viaggio verso Loreto e fu totalmente guarita.

1732
Isacca Lamott, nata a Grenoble da genitori calvinisti e trasferitasi con loro a Ginevra. La donna si ammala di un morbo detto “sfacélo” prega la Vergine Lauretana e ottiene la guarigione. Dimentica però di quella “carezza materna”, ricadde più volte nella stessa malattia che la condusse in fin di vita. Rinnovò allora l’invocazione alla Madonna facendo voto di pellegrinare a Loreto se avesse riacquistato la salute. Ottenuta nuovamente la grazia, nonostante gravi difficoltà di vario genere, nel mese di agosto 1732 si recò in pellegrinaggio a Loreto, dove i primi giorni, misteriosamente perdeva la vista appena volgeva lo sguardo alla statua della Vergine esposta nella Santa Casa. Confusa e angosciata, fece la promessa di passare alla religione cattolica e subito poté scorgere l’immagine della Vergine Lauretana in tutto il suo splendore

1754
La marchesa Teresa Serlupi Acciauoli offrì alla Vergine Lauretana un putto d’argento per aver messo al mondo un bambino dopo nove anni di sterilità.

1815
Il Beato Pio IX, il grande Pontefice nativo di Senigallia nell’anconitano fu “miracolato” nella stessa Santa Casa di Loreto dove si recò in pellegrinaggio nel 1815 perché soffriva di attacchi epilettici.

1817
Don Biagio Valentini, sacerdote marchigiano, incontra il missionario Gaspare del Bufalo, ne rimase davvero impressionato. Vorrebbe seguirlo nelle missioni ma le sue condizioni di salute si aggravarono e la tubercolosi lo stava facendo morire davvero in fretta. Un mattino, don Biagio si recò, come spesso faceva, alla Santa Casa del santuario di Loreto e si appoggiò al muro. Non si rese conto che un altro giovane sacerdote stava inginocchiato pregando così: “Vergine santa, bisogna che anche questo faccia la missione!”. Don Biagio si voltò e vide che era proprio don Gaspare. “Volentieri la farei – replicò don Biagio – ma, come le ho detto, io son qui per morire. Sono malato di petto e sono stato spacciato dai medici”. “Confidiamo nella Madonna. Diciamo insieme un’Ave Maria”, disse don Gaspare. Don Biagio, così, cedette allo spirito, rinnegando la ragione che diceva diversamente e partì con don Gaspare per le missioni in tutte le Marche. Don Biagio nelle missioni fu attivissimo, sentiva le forze fiorire; tutti si chiedevano dove trovava queste risorse. Lui vociferava spesso tra sé: “È miracolo! È miracolo!” perché non avvertiva più disturbi. Il dottore e i familiari furono i primi a rimanere sconvolti. Don Biagio sarà così missionario per tutta la sua vita e di lui si raccontano cose straordinarie e grandi miracoli

1840
Giacobbe Libermann, nato in Francia da genitori ebrei, a venti anni si convertì al cristianesimo e si avviò al sacerdozio a Parigi. Il manifestarsi dell’epilessia, avrebbe potuto compromettere l’ordinazione sacerdotale. Orante e penitente, vestito di un lacero mantello si recò in pellegrinaggio a Loreto dove la Vergine, in una esperienza mistica, lo rassicurò della sua guarigione e che i suoi propositi sacerdotali e missionari erano graditi a Dio. Nel 1848, fondò la Società dello Spirito Santo per le missioni in Africa

1878
La cinquantenne Elisabetta M. Busquet di Avignone (Francia), non potendo reggersi in piedi da sola da ormai 17 anni, arriva a Loreto accompagnata dalla sorella e comincia una novena in Santa Casa. L’ultimo giorno della novena, prima di ricevere la santa comunione, sentì liberarsi della sua infermità e, potendo camminare si comunicò tra le grida di giubilo dei presenti

1935
Bruno Baldini di Firenze, mentre percorreva con la sua motocicletta la periferia della città, rimase vittima di un grave incidente. Ricoverato in Ospedale di Santa Maria Nuova, gli esami clinici riscontrarono una grave lesione celebrale. Bruno diventa completamente muto e con gravissime difficoltà motorie. Sente una misteriosa chiamata e parte per Loreto. Mentre dorme, in albergo sogno risente la stessa voce che aveva già udito e che gli dice: «Alzati e parla!». Subito si reca dai vicini di stanza che si radunarono per ringraziare la Vergine

1936
Carolina Sacchi di Milano è fin da tenera età di salute cagionevole. A di sedici anni, viene colpita da pleurite secca bilaterale da cui non guarì mai bene. Ebbe, poi, ben cinque interventi chirurgici: allo stomaco, per appendicite, per briglie all’addome e da ultimo fui operata per peritonite tubercolare. Devota della Madonna ebbe modo di ricevere a Lourdes un primo beneficio fisico e anche il monito: “Lina, se vuoi guarire devi venire in barella e sola”. Nel 1936 si reca a Loreto. Entra nella Santa Casa, e dice “Eccomi come mi hai voluta Tu, nella barella!”. Carolina afferma di essere scossa da un brivido fortissimo e si sente guarita. L’Ufficio Medico di Loreto non fece altro che confermare la guarigione perfetta, la quale rimase stabile negli anni

1939
Giacomina Cassani di Bardi nel 1930, all’età di 16 anni, incominciò ad accusare dolori alla colonna vertebrale. Dagli esami clinici risultò la presenza di un tumore molle-elastico sulla coscia sinistra. Fu immediatamente ricoverata in una clinica di Parma e successivamente trasferita all’Ospedale Maggiore per curare l’ascesso ossifluente con continuo pus; le venne anche applicato un busto ortopedico, tuttavia senza alcun risultato.
Giacomina va a Loreto e partecipa a tutte le celebrazioni in carrozzella. Al terzo giorno è con tutti gli altri ammalati davanti alla Basilica ma al passaggio del SS. Sacramento accusa dolori lancinanti alla colonna vertebrale. Terminata la funzione religiosa, comincia a sentirsi più sollevata tanto da provare un senso di benessere generale ed ha l’impressione di essere completamente guarita. Quando si ritira nella sua stanza, sente il forte desiderio di togliersi il busto ma l’infermiera non glielo permette. Al ritorno appena arrivata a Parma va alla Casa di cura e lì senza alcuna ombra di dubbio accertano la sua reale guarigione, che si rivela duratura nel tempo

1939
Giuseppina Comaschi in Rossi, di Mantova, iniziò a 40 anni a soffrire di dolori articolari diffusi che la costrinsero a letto, ad anemie di tipo pernicioso e a poliartrite cronica primitiva.
Il suo medico, il dottor Sandri, accerta un deperimento grave con masse muscolari ipotoniche, una anemia accentuata, con dolori articolari diffusi specialmente alle braccia e alle mani. L’ammalata era del tutto inferma, non si reggeva in piedi e non poteva camminare. Giuseppina desidera visitare la Madonna di Loreto e vi si reca nel 1939. Dopo la Comunione si sente male, tanto da pensare al peggio. Stava per chiamare aiuto, quando si sente avvolta da un calore straordinario, che le dona un benessere mai provato tanto che ha la forza di alzarsi per per recarsi nella Santa Casa dove affermò di provare come un’estasi dolcissima. Il giorno dopo la guarigione era completa e nota a tutti. Una folla di pellegrini la circondò e la portò in trionfo. I medici di Loreto dichiararono concordi la piena guarigione

1939
Sala Adolfa di anni 30, di Como, fu colpita da dolori alla colonna vertebrale e da paralisi agli arti inferiori e fu costretta a stare a letto di continuo. La paresi si estese agli arti superiori e ai muscoli del collo che la resero incapace di compiere i vari movimenti del capo e del tronco. I medici tentano diverse cure senza risultati. Adolfa nel 1937 va in pellegrinaggio a Lourdes senza alcun risultato. Nel Settembre 1939 Adolfa va in pellegrinaggio a Loreto. Alla messa del mattino celebrata nel santuario, l’inferma avverte una sensazione di intenso calore che si sprigiona prima dalle gambe e poi risale in tutto il corpo regalandole la calma e un benessere generale. Ogni sofferenza era scomparsa ed allora spinta da una forza interiore si alza dalla barella e seduta sul lettino fa la Comunione. Il medico del pellegrinaggio constata l’effettiva guarigione e la guarigione fu duratura

1959
Il piccolo Lorenzo Rossi, di appena nove mesi, si ammala di broncopolmonite ed arriva all’Ospedale Salesi di Ancona in condizioni disperate. I medici comunicano ai genitori che il cuore del bambino si è fermato. Lorenzo è morto. La madre del bimbo, lacerata dall’angoscia e dalla disperazione, continua a pregare al suo fianco e a ungere con l’olio benedetto della Santa Casa la fronte e il corpicino del piccolo. Lorenzo riprende a respirare e il giorno dopo viene, addirittura, dichiarato fuori pericolo. Oggi è un signore che gode di ottima salute

1986
Gerry de Angelis, ha undici anni è di San Benedetto del Tronto, rientrando da una gita scolastica mostra i sintomi di una preoccupante polmonite che però non viene capita. Scambiata per una brutta tosse viene curata con un mucolitico che gli causa uno choc anafilattico. Il ragazzino finisce in coma e, in pericolo di vita, e viene trasportato al Salesi, l’ospedale pediatrico di Ancona. A Maria, la madre di Gerry che sta accudendo il bimbo in ospedale, viene detto di avvertire il marito. Il Papà può venire da San Benedetto a prenderli, per volontà espressa, perché per Gerry non ha più speranza, è in fin di vita e solo un miracolo lo può salvare. Franco de Angelis si precipita con l’auto verso l’ospedale di Ancona con il cuore gonfio di agitazione. Qualcosa di misterioso accade. Sull’autostrada, all’altezza del casello di Loreto, una presenza invisibile lo invita a uscire dall’A14, una voce gli suggerisce di raccogliersi in preghiera davanti alla Vergine Nera nella Santa Casa. Papà Franco, quasi sotto choc obbedisce in tutto. Ora la voce inizia a ripetere che «Gerry sta guarendo». Il dolore e l’ansia spariscono e questo genitore, riprende la via dell’ospedale. Quando finalmente accede al reparto di rianimazione, vede che i medici stanno staccando Gerry dai macchinari. Da mezz’ora il bambino è uscito dal coma

2006
Ad un’anziana signora di nome Gabriella Gardini di Fiuminata nelle Marche è stato diagnosticato un foro maculare miotico nella retina, patologia da cui non si guarisce perché i tessuti dell’occhio non si rigenerano. In visita a Loreto, la nostra vecchina prega davanti alla statua della Madonna nella Santa Casa. Il luogo è angusto con la folla che vi si accalca tutti i giorni. La pia ma arzilla vecchietta si sente improvvisamente guarita e dice a tutti di riuscire a vedere dall’occhio malato

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