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Cammino Lauretano


Orari

da Lunedì al Sabato dalle 09,00 alle 13,00

e dalle 16,30 alle 19,30


Contatti

Esperienza Pellegrinaggio Terrerranti
piazza Simoncelli, 26

Senigallia An Italy
0717930378
terrerranti@undicesimaora.org
www.terrerranti.it

Cammino Lauretano

PROPOSTA ITINERARIO TERRERRANTI


PRIMA TAPPA: ASSISI - SPELLO

ASSISI

SPELLO

SECONDA TAPPA: SPELLO - CAMERINO

SAN GIOVANNI PROFIAMMA

PALE

COLFIORITO

EREMO DEI SANTI

PIEVETORINA
MUCCIA

CAMERINO


TERZA TAPPA: CAMERINO - TOLENTINO

PONTELATRAVE

PIEVEBOVIGLIANA
SAN GIUSTO
EREMO MADONNA DEL SASSO
PIEVEFAVERA
CALDAROLA

BELFORTE DEL CHIENTI
TOLENTINO


VARIANTE TERZA TAPPA: MUCCIA - ABBADIA DI FIASTRA

CAMERINO

SAN SEVERINO

TOLENTINO

POLLENZA
URBISAGLIA
ABBADIA DI FIASTRA


QUARTA TAPPA: TOLENTINO - RECANATI

URBISAGLIA
ABBADIA DI FIASTRA

MACERATA o SAN CLAUDIO

MONTELUPONE
SAN FIRMANO
RECANATI


QUINTA TAPPA: RECANATI - LORETO

RECANATI
LORETO





PRIMA TAPPA: ASSISI - SPELLO


ASSISI

Di origine romana, ne sono testimonianza la facciata del Tempio di Minerva, l’Anfiteatro, le Mura,  il Foro. Con il medioevo conobbe uno sviluppo straordinario soprattutto grazie ai  Benedettini. San Francesco d’Assisi è stato fondatore dell’ordine che da lui poi prese il nome. Il 4 ottobre ne viene celebrata la memoria liturgica in tutta la Chiesa cattolica. È stato proclamato, assieme a Santa Caterina da Siena, patrono d’Italia il 18 giugno 1939 da papa Pio XII. La sua tomba è meta di pellegrinaggio. Da non perdere: Basilica Papale di San Francesco e Sacro Convento, Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola, San Damiano, Basilica Santa Chiara, Cattedrale di San Rufino, Abbazia di San Pietro, Chiesa Nuova, Abbazia San Benedetto al Subasio, Chiesa Santa Maria Maggiore.


SPELLO

Chiamata Hispellum dai romani, sembra che il nome derivi dal suo mitico fondatore, Ispeo Pelisio, uno dei compagni di Enea, perdutosi durante il viaggio. Partendo dalla parte meridionale (la zona di “Borgo”) per salire fino alla Porta dell’Arce (il “Belvedere”), attravesando antchi vicoli in cui troneggiano le case-torri è possibile ripercorrere la storia del paese attraverso le testimonianze umbre, romane, medievali e rinascimentali. Da non perdere: Porta Consolare, Torre medievale, Cappella Tega, S. Maria Maggiore ( Cappella Baglioni affrescata nel 1501 dal Pintoricchio ),Palazzo dei Canonici ospita la Pinacoteca Civica, Rocca Baglioni (1358), Chiesa di S. Filippo, Palazzo Cruciani (XVII-XVIII sec.), Collegiata San Lorenzo (Cappella del Sacramento), Porta Romana, resti dell´Anfiteatro Romano (I secolo d.C.),la Chiesa di S. Claudio, Via Borgo della Fortezza.




SECONDA TAPPA: SPELLO - CAMERINO


PIEVE SAN GIOVANNI PROFIAMMA

Erede dell’antica diocesi di Forum Flaminii, della quale fu primo Vescovo, secondo la tradizione, S. Feliciano; La Chiesa attuale di stile romanico fu edificata nel 1231 sui resti di una costruzione risalente al IX secolo.


PALE

Era un paese fortificato con mura già nel 1350. Nel 1442 vi venne costruito un castello. Col passare degli anni, le gualchiere (fabbriche di panni) vennero convertite in cartiere ( nella metà del XIV secolo), note per l'ottima qualità della carta prodotta tanto che venne utilizzata per l'edizione folignate della Divina Commedia. Nel XVII secolo, Pale ospitò illustri personaggi come la regina Cristina di Svezia e successivamente anche Cosimo III de' Medici.


SASSO DI PALE - EREMO SANTA MARIA GIACOBBE

Meta di processioni e pellegrinaggi in particolare il 25 maggio, giorno della patrona, e il giorno dell’Ascensione. Il santuario vantava virtù terapeutiche. La sua fondazione si perde nella notte dei tempi ma sembra sia anteriore al XIII secolo. Il mito vuole che in una grotta del Sasso si sia rifugiata S. Maria Giacobbe. Maria de Iacoba è la madre dell’apostolo Giacomo che presente alla crocifissione, insieme a Maria di Magdala e a Maria Salome, la mattina del sabato riceverà presso il sepolcro  l’annuncio della resurrezione. Il culto di S. Maria Giacobbe si diffuse nel secolo XIII, probabilmente grazie a monaci orientali che percorrevano le strade dell’Italia Centrale.


COLFIORITO

Cento ettari di palude rappresentano un biotopo di estremo interesse all’interno del Parco regionale di Colfiorito che si estende per 388 ettari. La convenzione di Ramsar nel 1976 l’ha dichiarata zona umida di interesse internazionale anche per la presenza di un importante avifauna sia stanziale che migratoria. La storia del paese inizia nel 1269 quando venne costruito il castello di Colfiorito. Nella Chiesa di Santa Maria Assunta, contigua all’antico Ospitale di San Pietro, dove oggi si trova la casa di accoglienza Locanda Emmaus, si trovano gli arredi dell’antica Chiesa di Santa Maria ormai distrutta tra i quali la statua lignea di Sant’Anna e il quadro raffigurante la Madonna di Loreto con San Francesco di Paola e due Serafini oranti.


EREMO DEI SANTI

Il Santuario di Sant’ Angelo “de Prefolio” svetta sulla strada della transumanza che dai pascoli dello stesso monte scendevano verso sud lungo la Val Sant’Angelo, la valle che collega l’altipiano di Colfiorito a Pieve Torina. L'eremo sorge su un’antica grotta già santuario pagano in epoca romana e fu dedicato ai “Santi” Pietro e Paolo. La tradizione vuole che gli Apostoli, provenienti da Plestia, abbiano dormito nella grotta mentre erano di passaggio durante l’evangelizzazione del luogo. In epoca Longobarda fu dedicato a San Michele Arcangelo.

PIEVETORINA

Una necropoli risalente all'VIII-VII secolo a.C. Nel basso Medioevo il feudo conobbe il dominio dei Da Varano, signori di Camerino, fino all'annessione allo Stato Pontificio, attuata su tutto il territorio marchigiano tra il XV e il XVI secolo.


MUCCIA

Sulle rive del fiume Chienti nel Medioevo appartenne a Camerino come tutti i castelli della zona. Nel XV secolo venne costruito un mulino fortificato. La leggenda vuole che l’eroe romano Muzio Scevola abbia dato il nome a questa città che esisteva già in epoca pre-romana. Per questa ragione il simbolo dello stemma comunale di Muccia è una mano posta su un braciere acceso. Nei dintorni di Muccia, sorge l’Eremo del beato Rizzerio, discepolo di Francesco di Assisi, le cui spoglie  ora riposano nella Chiesa di San Biagio.

CAMERINO

Celebre per la scuola di pittura che ne porta il nome e per l’Università. Camerino ha avuto un ruolo importante nella storia politica e culturale dell’Italia centrale nei secoli in cui la signoria dei Varano governò la città. Antichissimo insediamento degli Umbri Camerti rivestì poi un rilevante ruolo come municipio romano. Fu sede vescovile già nel 465. L’ordine monastico dei frati Cappuccini fu fondato nel Convento sito in località Renacavata la cui costruzione fu autorizzata tramite bolla del 3 luglio 1528 da Papa Clemente VII. Di rilevante interesse storico sono: il Palazzo Ducale, la Rocca del Borgia e la Rocca di Varano. Molto importanti sono: il grande complesso monastico di San Domenico, il Tempio Ducale della SS Annunziata, la Basilica di San Venanzio e la Cattedrale Duomo ( Santa Maria Maggiore ) la cui cripta ospita l’arca marmorea di S. Ansovino in stile gotico toscano eseguita tra il 1390 e il 1412 per la cappella ducale;  Da non perdere Il Santuario di Santa Maria in Via che sorse sulla strada dei pellegrinaggi romei e lauretani a protezione e viatico di tutti i pellegrini in partenza o di passaggio.




TERZA TAPPA: CAMERINO - TOLENTINO


PONTELATRAVE

Il ponte, che risale al XIV secolo, fu costruito su fondamenta romane del I secolo d.C. Testimonia la funzione di crocevia commerciale svolta da Pievebovigliana dal medioevo fino all’intera età moderna. A Pontelatrave confluivano tutti i tracciati che giungevano dall’Italia meridionale, attraverso Norcia e Visso, per proseguire poi lungo la Via Lauretana o verso nord. La fondazione del convento di San Francesco a Pontelatrave si fa risalire, invece, allo stesso santo, che nel 1215, in occasione di uno dei suoi viaggi nelle Marche, avrebbe soggiornato in un bosco vicino. Alla costruzione del convento si lega un episodio dei Fioretti: San Francesco avrebbe tramutato in vino l’acqua del pozzo, per dissetare gli operai impegnati nella costruzione del primo edificio.


PIEVEBOVIGLIANA

I primi insediamenti risalgono alla preistoria. L’attuale nome di Pievebovigliana fa riferimento al toponimo medievale Plebs Boveliani e fa pensare ad un’origine gallica o romana.  Il medioevo vede il passaggio di santi, papi e condottieri militari e diventa anche teatro di battaglie e congiure.


SAN GIUSTO

La chiesa, a pianta circolare, sorge tra i secoli XI e XII. Recenti ipotesi storiografiche indicano nella chiesa di San Giusto un edificio di sicura origine siriaco-carolingia, nato come padiglione da caccia, ma anche come osservatorio astronomico, per volontà dello stesso Carlo Magno. Per la sua realizzazione si suppone l’arrivo di esperte maestranze dall’Oriente, in particolare dalla Siria.


EREMO-SANTUARIO MADONNA DEL SASSO

incastonata sotto una prorompente sporgenza rocciosa del Monte Fiungo. Una leggenda narra che all'interno di essa si nascondesse l'ingresso del tempio della Sibilla Cimaria. Sono presenti due affreschi: la Madonna con il Bambino ed una Crocifissione.


PIEVEFAVERA

Antico nucleo romano chiamato Faveria. Con la caduta dell'Impero Romano, gli abitanti si arroccarono sulla collina al sicuro dentro le mura castellane. La cellula del nuovo insediamento fu la pieve; La posizione strategica, il rapporto diretto con la famiglia dei Varano che dominò in Camerino per circa tre secoli, l'importanza della pieve in possesso (fino al 1453) dell'unica fonte battesimale della zona, sancirono la superiorità del borgo rispetto a quelli limitrofi.


CALDAROLA

Caldarola deve il suo nome con molta probabilità, al termine latino “calidarium” ossia  la stanza con la vasca di acqua calda delle terme. Il centro caldarolese è sorto, come villaggio rurale, ai piedi di una torre di difesa longobarda o bizantina in epoca precedente al IX-X secolo. La trasformazione urbana tra il ’500 e il ’600. Affascina il visitatore con il suo antico maniero, con il suo raffinato assetto urbano che ne fa un gioiello di architettura cinquecentesca. Da non perdere: Teatro comunale, Castello Pallotta, Santuario di Santa Maria Del Monte.


BELFORTE DEL CHIENTI

Il nome deriva dalla posizione geografica ed indica una bella fortezza. Il castello fu costruito nel XII secolo; nel 1255 Belforte si allea con Tolentino consegnandosi a quest’ultima nel 1256. Il passaggio ufficiale a Tolentino avviene sotto Enrico II Ventimiglia nel 1260. Successivamente la storia di Belforte del Chienti coincide con quella dello Stato Pontificio. Da non perdere: Le mura castellane, la Chiesa parrocchiale di Sant’Eustachio, la Chiesa di San Sebastiano, la Chiesa di San Giovanni, l’Abbazia dei padri silvestrini, Casa Bonfranceschi.


TOLENTINO

Insediamento di piceni. I Piceni sarebbero giunti nella vallata del Chienti secondo la leggenda con la "primavera sacra", per cui alcuni giovani migrarono dalla Sabina oltre l'Appennino per trovare nuove terre nelle quali stabilirsi. Da non perdere: Basilica di San Nicola: L’originaria chiesa di S. Agostino, edificata sull’Oratorio di S. Giorgio, fu intitolata a San Nicola da Tolentino, per la presenza delle spoglie di questo santo, famoso taumaturgo nato a Sant’Angelo in Pontano nel 1245 e morto a Tolentino nel 1305. San Nicola viene ricordato per la sua umiltà, la sua bontà ed i suoi miracoli; Chiesa di San Francesco: La chiesa di San Francesco fu costruita,nella seconda metà del ’200 in stile romanico-gotico; Chiesa della Carità, Il ponte del diavolo, La Torre degli Orologi, Cattedrale di San Catervo, Castello della Rancia, Palazzo Barisani – Bezzi, Palazzo Sangallo, Teatro Nicola Vaccaj.




QUARTA TAPPA: TOLENTINO - RECANATI


URBISAGLIA

Urbs Salvia fu una città della Regio V Picenum che nacque come colonia nel II secolo a.C. Fu ricostruita tra l'età augustea e quella tiberiana. La sua decadenza iniziò al passaggio delle truppe di Alarico nel 408-409 d.C. Il grado di devastazione della città non passò inosservato neanche a Dante Alighieri, il quale ne menziona il degrado nella Divina Commedia. La nuova città  si trova in posizione panoramica nella valle del fiume Fiastra. Al centro della città si possono vedere le mura e la rocca risalenti al XVI secolo. Nel 1303, Tolentino divenne l’unico proprietario di Urbisaglia. Da non perdere: Museo archeologico statale, Rocca medievale, Parco archeologico di Urbs Salvia e anfiteatro romano.

ABBADIA DI FIASTRA

L’Abbadia di Fiastra fu fondata nel 1142, quando Guarnerio II donò un vasto territorio nei pressi del fiume Fiastra ai Monaci Cistercensi dell’Abbazia di Chiaravalle di Milano. L’Abbadia è una monumentale costruzione regolata dalle severe forme cistercensi. A fianco della chiesa è ancora oggi conservato il monastero. L’Abbadia, grazie ai Monaci Cistercensi che osservavano la regola di San Benedetto “Ora et labora”, promosse lo sviluppo religioso, economico e sociale di tutta l’area. La presenza dei Monaci nell’Abbadia è un punto di riferimento spirituale per tante persone.


MACERATA

Macerata è una città con molti dislivelli: ha due epicentri, uno alto e uno basso. Quello alto è Piazza della Libertà, che è il cuore del centro storico; l’epicentro basso è Piazza Mazzini. Tutt’intorno alla città vi sono le mura del XV e XVI secolo. Proprio tra il Quattrocento e il Cinquecento il centro nato già ai tempi dei romani (Helvia Recina) nel 1138 trova il suo massimo splendore. Da non perdere: Piazza della Libertà, Chiesa di San Paolo, Torre dell’Orologio (1653), Teatro Lauro Rossi (1767), Palazzo Buonaccorsi, Museo della Carrozza, Palazzo Ricci, Sferisterio, Piazza Mazzini, Duomo.


MONTELUPONE

Secondo la leggenda, il borgo nasce sotto il segno di Ercole Libico. Probabilmente il nome deriva dalla famiglia longobarda dei Luponi: Lupo I. Montelupone è nelle Marche uno dei piccoli centri che meglio ha conservato le testimonianze della sua storia, con le mura castellane e le quattro porte d´ingresso che nei secoli passati venivano chiuse al tramonto e riaperte all´alba, oltre alla presenza di strade in pietra. Da non perdere: Palazzetto del Podestà (o dei Priori), Pinacoteca Civica, Museo d’Arti e Mestieri Antichi, Teatro storico Nicola degli Angeli, Palazzo Emiliani, Chiesa di San Francesco, Chiesa di S. Chiara, Porta Ulpiana.

SAN FIRMANO

L'antica chiesa abbaziale benedettina sorge nei pressi del Potenza. Inizialmente dedicata ai Santi Giovanni e Benedetto, fu fondata negli ultimi anni del X secolo. Centro monastico per tutto l’XI e il XII secolo, venne saccheggiato e devastato durante le lotte tra guelfi e ghibellini. La chiesa venne ricostruita nel 1256, secondo la struttura architettonica della precedente a tre navate absidate.



RECANATI

Recanati (Recinetum o Ricinetum) nacque sul colle quando i Goti invasero le città di Potentia e Helvia Ricina. Questo borgo isolato e immerso nella natura ha potuto svilupparsi in tranquillità nel corso dei secoli. Successivamente la storia di Recanati ricalca quella di altre città che hanno beneficiato del riconoscimento di Comune, seguito dalle lotte tra Papato e Impero. Il legame con la Chiesa è divenuto nel tempo molto importante, tanto da indurre nel 1240 Papa Gregorio IX a proclamare città il borgo di Recanati e nel 1296 la Chiesa di Loreto, inclusa nel territorio recanatese, è stata riconosciuta la Santa casa di Nazaret. D anon perdere: Casa Leopardi, Museo Diocesano, Pinacoteca Civica (all’interno vi si trova anche il Museo dell’Emigrazione),Villa Colloredo, Cattedrale San Flaviano, dove sono custodite le ceneri di Papa Gregorio XII; Chiesa Sant’Anna, Torre di Recanati, Chiesa San Domenico, Chiesa S. Agostino, Chiesa S. Maria di Montemorello, Chiesa San Vito, Chiesa S. Maria di Castelnuovo, i Cappuccini.



LORETO

Loreto è famosa per essere la sede della Basilica della Santa Casa, uno dei più importanti e antichi luoghi di pellegrinaggio mariano del mondo cattolico. Si trova a due passi dal mare e le origini di questa città si intrecciano lungo i secoli con le vicende del suo santuario.



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