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Cammino Lauretano

MUCCIA - CALDAROLA  28 Km

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ITINERARIO


Seguite la segnaletica CFM
Dalla chiesa si prende in Via Papa Giovanni XXIII. La si abbandona dopo meno di 300 metri, svoltando a sinistra per Via delle Piane (strada che fiancheggia il campo sportivo; indicazione stradale per Giove). Si prosegue sempre lungo il tracciato principale per quasi 2 km, attraversando l’abitato di Giove, fino a incrociare la strada statale 209. La si attraversa, imboccando una strada sterrata in direzione est che fiancheggia a destra la residenza “La Maddalena”. Dopo poco più di 1 km, si oltrepassa un fosso su un piccolo ponte e si prosegue verso sinistra, raggiungendo in poco più di 200 metri il convento di San Francesco a Pontelatrave. Proseguire per circa 300 metri sulla sinistra per poi imboccare sulla destra la strada provinciale 99, seguendola per altri 300 metri fino al bivio.  Giunti al bivio, prendere la strada asfaltata sulla sinistra che costeggia la riva destra del Lago di Polverina (fiancheggiata a sinistra da una ciclabile). La si percorre per circa 3,7 km, oltrepassando il bivio per Via Gallazzano, fino ad arrivare in poco più di 200 metri all’incrocio seguente. Una volta giunti all’incrocio, imboccare sulla sinistra la strada provinciale 98 e la si segue per 300 metri fino al sentiero del lungofiume (asinovia). Imboccare sulla destra per il sentiero e seguirlo per circa 1,3 km, fino a quando immette nella strada che sale a San Giusto (la chiesa romanica vale una deviazione). Alla fine del sentiero sterrato (fonte), imboccare la strada asfaltata sulla sinistra e seguirla per poco meno di 1 km fino all’agriturismo Il Cardellino. Seguire la strada asfaltata sulla destra per Il Cardellino per circa 300 metri. Giunti al trivio, mantenersi sulla sinistra e proseguire diritto sulla strada sterrata per 1,3 km fino a giungere a Valdiea. 
Raggiunta Valdiea, si attraversa tutto il paese in salita fino alla Chiesa.

Da Valdiea seguite la segnaletica CFM fino al Santuario della Madonna del Sasso ( si narra che nasconda l’ingresso dell’antica grotta della Sibilla Cimarra) . Continuare sullo sterrato fino al paese di Valcimarra Alta. Continuare a seguire la segnaletica CFM fino a Pievefavera.  Attraverserete un uliveto accidentato. Tenete d’occhio la segnaletica. Da Pievefavera continuate a seguire la segnaletica CFM fino alla strada asfaltata. Giunti sulla strada prendete la discesa a sinistra fino all’abitato. Attraversate l’unica via dell’assembramento di case fino ad un bivio. Prendete lo sterrato sulla sinistra. Dopo 200 metri prendete la salita sulla destra e continuate dritti fino a Caldarola. Una volta raggiunto l’asfalto vi troverete alle spalle del Castello. Fine della tappa.




DA VISITARE


PONTELATRAVE
Il ponte, che risale al XIV secolo, fu costruito su fondamenta romane del I secolo d.C. Testimonia la funzione di crocevia commerciale svolta da Pievebovigliana dal medioevo fino all’intera età moderna. A Pontelatrave confluivano tutti i tracciati che giungevano dall’Italia meridionale, attraverso Norcia e Visso, per proseguire poi lungo la Via Lauretana o verso nord. La fondazione del convento di San Francesco a Pontelatrave si fa risalire, invece, allo stesso santo, che nel 1215, in occasione di uno dei suoi viaggi nelle Marche, avrebbe soggiornato in un bosco vicino. Alla costruzione del convento si lega un episodio dei Fioretti: San Francesco avrebbe tramutato in vino l’acqua del pozzo, per dissetare gli operai impegnati nella costruzione del primo edificio. 


SAN GIUSTO
La chiesa, a pianta circolare, sorge tra i secoli XI e XII. Recenti ipotesi storiografiche indicano nella chiesa di San Giusto un edificio di sicura origine siriaco-carolingia, nato come padiglione da caccia, ma anche come osservatorio astronomico, per volontà dello stesso Carlo Magno. Per la sua realizzazione si suppone l’arrivo di esperte maestranze dall’Oriente, in particolare dalla Siria.


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EREMO-SANTUARIO MADONNA DEL SASSO
incastonata sotto una prorompente sporgenza rocciosa del Monte Fiungo. Una leggenda narra che all'interno di essa si nascondesse l'ingresso del tempio della Sibilla Cimaria. Sono presenti due affreschi: la Madonna con il Bambino ed una Crocifissione. 


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PIEVEFAVERA
Antico nucleo romano chiamato Faveria. Con la caduta dell'Impero Romano, gli abitanti si arroccarono sulla collina al sicuro dentro le mura castellane. La cellula del nuovo insediamento fu la pieve; La posizione strategica, il rapporto diretto con la famiglia dei Varano che dominò in Camerino per circa tre secoli, l'importanza della pieve in possesso (fino al 1453) dell'unica fonte battesimale della zona, sancirono la superiorità del borgo rispetto a quelli limitrofi.


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CALDAROLA
Caldarola deve il suo nome con molta probabilità, al termine latino “calidarium” ossia  la stanza con la vasca di acqua calda delle terme. Il centro caldarolese è sorto, come villaggio rurale, ai piedi di una torre di difesa longobarda o bizantina in epoca precedente al IX-X secolo. La trasformazione urbana tra il ’500 e il ’600. Affascina il visitatore con il suo antico maniero, con il suo raffinato assetto urbano che ne fa un gioiello di architettura cinquecentesca. Da non perdere: Teatro comunale, Castello Pallotta, Santuario di Santa Maria Del Monte.


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PERNOTTAMENTO


PARROCCHIA S. CROCE
Frazione Valdiea - 62032 Camerino (MC)
0737 630484

ALBERGO RISTORANTE DA SANDRO
P.zza XXIV Maggio, 16 62020 Caldarola (MC)
Tel. 0733.90.51.83-90.53.25
meosandro@tiscali.it

CONVENZIONE
Cena + Singola = 35€
Cena + Doppia = 30€ a testa
Cena + Tripla = 28 € a testa
Cena + Quadrupla = 27€ a testa

Cena= primo+secondo+contorno+acqua


ACCOGLIENZA IN PARROCCHIA A CALDAROLA
Don Vincenzo cel. 339.14.90.218


PARROCCHIA S. MARIA ASSUNTA IN PIEVE
2, Piazza Gasparri Cardinal Valcimarra - 62020 Caldarola (MC)
0737 99112


PARROCCHIA SAN GREGORIO E SAN VALENTINO
31, Via Pallotta - 62020 Caldarola (MC)
0733 905102


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